Giornata mondiale per l’eliminazione della violenza contro le donne – 25 novembre 2023

Oggi si celebra la giornata mondiale per l'eliminazione della violenza contro le donne.

L'Assemblea Generale dell'ONU ha ufficializzato nel 1999 tale ricorrenza con la risoluzione n.54/134. Questa giornata vuole ricordare a tutti che "gli abusi di ogni tipo costituiscono una violazione dei diritti umani, un impedimento del principio di uguaglianza e un ostacolo alla formazione di una coscienza personale e sociale fondata sul rispetto della persona umana"

Anche il nostro Istituto ha celebrato e continuerà a celebrare la ricorrenza, nella consapevolezza che questo tipo di violenza nasce troppo spesso da povertà culturali, educative ed affettive, fatte di silenzi e complicità, di mancato rispetto, di stereotipi banali, ma diffusi e radicati nella società. Ecco, quindi, che il ruolo della scuola diventa fondamentale: la comunità scolastica deve essere officina attiva per educare al superamento di ogni forma di violenza, attraverso l'abitudine al rispetto quotidiano, alla parità, al dialogo e al reciproco ascolto. La scuola, inoltre, deve sensibilizzare al dovere morale e civile di denunciare le violenze, deve insegnare il rifiuto di ogni tacita connivenza.

Significative le parole di Maria Pia Veladiano, scrittrice vicentina, capaci di suscitare profonde riflessioni:
"A volte è malamore. Prendere con la forza quel che può solo essere regalato. Trattenere quel che si deve lasciare. Non accogliere lo spazio del desiderio, il vuoto della distanza. La bellezza di un esplorarsi di libertà che pure lottano ma nella lotta tessono la loro identità ed escono vive. Invece no. E quando è malamore non c'è parte buona in cui stare. C'è grande confusione, in cui gongola il demonio dicono i santi: così capita di essere dannati ad accettarle. Un po' alla volta. Apprendistato triste del proprio soccombere all'altro. Oueste cose non avvengono nel deserto. Ma tace il mondo vicino. Si tace. Per piaggeria, per reverenza, per obbedienza e per stupidità, per prudenza. Anche questo è malamore. E quante volte la prudenza del mondo è sorella della complicità. E si è soli, ad andare controvento, quasi fermi, forse proprio fermi, tutta la vita, a trascorrere giorni in cui sempre almeno un oggetto, un'espressione, il ricordo di una frase diventa lancia che colpisce a tradimento. Infelice chi pratica il malamore, molto più infelice chi lo subisce. Ma guai a chi finge di non vedere."

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